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Cover of Gamma 07 - Rivista di Fantascienza (1966) [beta]

Gamma 07 - Rivista di Fantascienza (1966) [beta]

✍ Scribed by Asimov, Brown, Silverberg, Fast, Ballard, Alessandri, Gabella


Publisher
Edizioni dello Scorpione
Year
1966
Tongue
Italian
Weight
958 KB
Series
Gamma 7
Category
Fiction

No coin nor oath required. For personal study only.

✦ Synopsis


“Nel quadro degli aiuti previsti…” dicono i sottosegretari nei cinegiornali; “Secondo i piani prestabiliti…” dicono i generali; “Come programmato nel piano quinquennale…” dicono i russi.
Proseguendo dunque nella nostra politica di presentare ai nostri ventiquattro lettori che, ci dice il distributore, ultimamente sono diventati ventisei, un panorama completo della fantascienza in tutti i suoi aspetti, abbiamo voluto molto modestamente dedicare questo numero all’evoluzione del concetto di uomo e di società umana che in quest’ultimo ventennio si è verificato nella letteratura fantascientifica.
La fantascienza, è inutile negarlo, è nata come letteratura di consumo, e in origine era la sorella minore dei romanzi gialli e delle opere western. Naturalmente i suoi protagonisti erano quindi esseri avventurosi dal mento quadrato, dalla mente semplice e in calzamaglia che perseguivano il fine esclusivo di sconfiggere il cattivo, in genere un essere tentacolato o un grosso insetto, e in via subordinata sposare la ragazza della storia, quando c’era.
La fantascienza viveva un’esistenza primitiva e avventurosa, lassù, ai confini dello spazio, dove gli uomini sono uomini e le donne tali da comprenderli e lasciarli combattere il loro mostro quotidiano. A un certo momento, verso gli anni quaranta, avviene in tutto questo un cambiamento sostanziale: scienziati, tecnici, o comunque scrittori padroni effettivamente di una cultura scientifica trasformano l’eroe di fantascienza in un tecnico che sa il fatto suo, e le avventure cominciano a colorarsi di vera scienza, con problemi reali e plausibili. Anche i B.E.M. hanno dei problemi. Ne nasce automaticamente che non c’è più la figura dell’eroe isolato (chiunque ne mastichi un poco sa che nella scienza i problemi sono un lavoro di équipe), che di conseguenza nascono dei problemi di convivenza, e quindi sociali. Incomincia a far capolino un giudizio più o meno cosciente dell’essere umano, messo a contatto con i suoi simili o addirittura con alieni (non è un neologismo dovuto a cattivi traduttori: la parola italiana esiste in tutte le sue accezioni di estraneità) che pensano con un’altra logica e agiscono con un’altra morale. La letteratura di consumo si sta trasformando in qualcosa di molto più serio all’insaputa degli editori e, perché no?, degli stessi scrittori…
È di questo periodo il racconto “L’abisso” del grande Asimov, l’autore di “utopie positive”. Ne “L’abisso” invece non c’è nulla di ottimistico nello scontro tangenziale di due società umane: quella aliena dell’invasore, rigidamente costruita sui pregiudizi di un suo sistema sociale tradizionale che non ammette alternative, e quella terrestre che nella sua mancanza di elasticità mentale non riconosce i fatti indicativi e non si accorge neanche di essere stata invasa. E il ritratto che ci dà l’invasore dei suoi “alieni”, i terrestri, è decisamente sconfortante.
Proseguendo nel tempo il problema si sposta da una società circoscritta a tutta la società umana, ed abbiamo qui due opere indicative delle due tendenze: il giudizio negativo di Howard Fast in “La bottega marziana” si contrappone alla visione di una umanità matura in “Assistenza culturale” di R. Silverberg. E giungiamo così al giorno d’oggi. Una volta i problemi del mondo non riguardavano il cittadino medio; oggi deve seguire una guerra in Vietnam perché la possibilità di un conflitto nucleare lo coinvolge personalmente; e sente inoltre che la società odierna, capitalista o comunista che sia, lo sta avviluppando in una rete consumistica sempre più stretta.
Anche gli autori di fantascienza avvertono quest’aura malefica, questa oppressione schiacciante della società contro l’individuo, oppressione che assume i toni della tragedia quando diventa priva di crudeltà, come un regolare meccanismo. E sulla scia di Kafka nasce questa narrativa dell’incubo burocratico in cui eccelle tanto bene Buzzati, dove all’apparente regolarità e banalità del mondo esterno si contrappone la certezza dell’individuo che il mondo congiura contro di lui. Ed eccovi così “Lettera al direttore” di Fabrizio Gabella a fare da contrappunto a “L’Uomo subliminale” di Ballard, la cui caratteristica particolare è di adoperare temi veramente esistenti al giorno d’oggi, come la pubblicità subliminale, già messa fuori legge negli U.S.A. La fantascienza è cresciuta, ormai.

Sommario:
Isaac Asimov - L'ABISSO (The Deep, 1952)
Robert Silverberg - ASSISTENZA CULTURALE (Godling, Go Home!, 1957)
Howard Fast - LA BOTTEGA MARZIANA (The Martian Shop, 1959)
J. G. Ballard - L'UOMO SUBLIMINALE (The Subliminal Man, 1963)
F. Alessandri - UNA FIABA
F. Gabella - LETTERA AL DIRETTORE
R. Bradbury - EGLI RACCONTAVA FAVOLE
V. De Carlo - “SUPERMAN” IN CAMICIA NERA
T. Ranieri - TRE ODISSEE E ALTRI FILM
G.L. Gonano - IL PROFETA TECNOLOGICO
A. C. Clarke - TAVOLE DEL PROGRESSO SCIENTIFICO


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