Amico di Borges e di Bioy Casares, J. Rodolfo Wilcock approdò a Roma negli Anni Cinquanta, quando già era autore di una ragguardevole opera in spagnolo. In Italia, riuscì a trasfondersi in un’altra lingua, l’italiano, con una operazione che solo a pochissimi, come a Nabokov per l’inglese, è riuscita
Wilcock J. Rodolfo - 1978 - Il libro dei mostri
✍ Scribed by Wilcock J. Rodolfo
- Publisher
- eDigita srl. : Adelphi
- Year
- 2019
- Tongue
- Italian
- Weight
- 54 KB
- Category
- Fiction
- ISBN
- 8845981584
No coin nor oath required. For personal study only.
✦ Synopsis
Roberto Bolaño racconta che il primo libro di Wilcock che gli capitò di leggere – «in giorni nei quali tutto faceva presagire solo tristezza» – gli «restituì l’allegria, come riescono a farlo solo i capolavori della letteratura che sono al tempo stesso capolavori dello humour nero». Da allora non smise mai di raccomandare, come si raccomanda un farmaco benefico, quello che definiva «uno dei più grandi e più strani (con tutto ciò che di rivoluzionario ha in sé questa parola) scrittori di questo secolo, che nessun buon lettore deve trascurare». «Il libro dei mostri», l'ultimo di Wilcock, lo conferma: è uno dei suoi più felici e sfrenati viaggi nel fantastico, la ricognizione puntuale ed esilarante-raccapricciante di un «piccolo mondo mostruoso», dove non troveremo Sirene e Onocentauri, ma molti personaggi improbabili – e che pure ci sembra di incontrare ogni giorno, in quella quotidianità, riconoscibile come semplice maschera del caos, in cui vengono genialmente innestati il grottesco e l'assurdo, la diversità e la follia: il geometra Elio Torpo, per esempio, si è tramutato in un vulcano di fango, l'ufficiale postale Frenio Guiscardi in «un ammasso di peli, lana e bambagia, di forma genericamente sferica», il critico letterario Berlo Zenobi in una massa di vermi, il veterinario Lurio Tontino in un asteroide, e lo psicoanalista Ruzio Haub-Haub è in tutto simile a una vipera... Come Hrundi V. Bakshi (il protagonista di «Hollywood Party»), ha scritto Edoardo Camurri, «Wilcock si diverte a mandare a gambe all'aria tutto quanto»: sotto la caustica ferocia dei suoi attacchi crollano frasi fatte, luoghi comuni, banalità e ideologie. **
✦ Subjects
Electronic books
📜 SIMILAR VOLUMES
L’opera \- Luoghi comuni è un libro di poesia che si legge tutto d’un fiato. Questo potrà sembrare un elogio ambiguo nell’odierna situazione della poesia, ancora divisa tra le pronte riscossioni della polemica in versi e la sigillata nobiltà del lirismo a perpendicolo. Ma Wilcock, tra l’altro, dimos
"Così giunse nelle mie mani 'La sinagoga degli iconoclasti', in un inverno freddo e umido, e ricordo ancora il piacere enorme che le sue pagine mi diedero, e anche il conforto, in giorni nei quali tutto faceva presagire solo tristezza. Il libro di Wilcock mi restituì l'allegria, come riescono a farl
"Così giunse nelle mie mani 'La sinagoga degli iconoclasti', in un inverno freddo e umido, e ricordo ancora il piacere enorme che le sue pagine mi diedero, e anche il conforto, in giorni nei quali tutto faceva presagire solo tristezza. Il libro di Wilcock mi restituì l'allegria, come riescono a farl
EDGT1097112
Roberto Bolan?o racconta che il primo libro di Wilcock che gli capitò di leggere - «in giorni nei quali tutto faceva presagire solo tristezza» - gli «restituì l'allegria, come riescono a farlo solo i capolavori della letteratura che sono al tempo stesso capolavori dello humour nero». Da allora non s