Zilahy Mirko - 2016 - È così che si uccide
✍ Scribed by Zilahy Mirko
- Publisher
- Longanesi
- Year
- 2016
- Tongue
- Italian
- Weight
- 227 KB
- Series
- Gaja scienza 1209
- Category
- Fiction
- City
- Milano
- ISBN
- 8830444901
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✦ Synopsis
La pioggia di fine estate è implacabile e lava via ogni traccia: ecco perché stavolta la scena del crimine è un enigma indecifrabile. Una sola cosa è chiara: chiunque abbia ucciso la donna, ancora non identificata, l’ha fatto con la cura meticolosa di un chirurgo, usando i propri affilati strumenti per mettere in scena una morte.
Perché la morte è uno spettacolo.
Lo sa bene, Enrico Mancini. Lui non è un commissario come gli altri. Lui sa nascondere perfettamente i suoi dolori, le sue fragilità. Si è specializzato a Quantico, lui, in crimini seriali. È un duro. Se non fosse per quella inconfessabile debolezza nel posare gli occhi sui poveri corpi vittime della cieca violenza altrui. È uno spettacolo a cui non riesce a riabituarsi. E quell’odore. L’odore dell’inferno, pensa ogni volta.
Così, Mancini rifiuta il caso.
Rifiuta l’idea stessa che a colpire sia un killer seriale. Anche se il suo istinto, dopo un solo omicidio, ne è certo. E l’istinto di Mancini non sbaglia: è con il secondo omicidio che la città piomba nell’incubo.
Messo alle strette, il commissario è costretto ad accettare l’indagine… E accettare anche l’idea che forse non riuscirà a fermare l’omicida prima che il suo disegno si compia. Prima che il killer mostri a tutti – soprattutto a lui – che è così che si uccide.
Questo romanzo non è solo il thriller italiano che ha conquistato gli editori internazionali prima dell’uscita. Non è soltanto un esordio travolgente, scritto con maestria inedita. Questo romanzo è una sfida irresistibile, che avvolge il lettore nell’incantesimo della più pura tensione narrativa.
Storia di un caso editoriale di successo
Fine 2014: In una Roma sferzata dalla pioggia, Mirko Zilahy e il protagonista del suo romanzo, Enrico Mancini, iniziano a conoscersi. Nascono così un incipit e una prima scena folgoranti che convincono un’importante agente letteraria: quella storia va raccontata fino in fondo.
Gennaio 2015: Mirko Zilahy decide di ascoltare la voce di Enrico Mancini… E la Longanesi decide a sua volta con entusiasmo di pubblicare il suo romanzo.
Aprile 2015: È così che si uccide è protagonista della Fiera del libro di Londra. I diritti vengono subito venduti in Spagna: è soltanto l’inizio. In Germania è oggetto di un’agguerritissima asta e nelle ore seguenti si aggiungono Francia, Grecia e Turchia. Il numero di editori continua ad aumentare nel corso dell’anno.
Novembre 2015: Il testo viene dato alle stampe. L’entusiasmo dei librai è già palpabile, pari a quello di tutta la casa editrice Longanesi.
L’attesa sta per terminare.
Gennaio 2016: Finalmente È così che si uccide arriva in tutte le librerie.
**
Recensione
L’Ombra fa a pezzi le sue vittime nelle strade di Roma
Sergio Pent, Tuttolibri - La Stampa
Donato Carrisi docet. Ma prima ancora del nostro amato best-profiler, occorre citare miriadi di serie tv color delitto – da Criminal Minds ai primi, tostissimi episodi di Csi – per arrivare a questo truculento esordio di Mirko Zilahy, E’ così che si uccide. Zilahy è al suo battesimo narrativo, ma vanta un nobile curriculum di traduttore, essendo – tra l’altro – la voce italiana dello stupendo Il cardellino di Donna Tartt.
Diciamo subito che il romanzo paga l’inevitabile debito all’overdose di serial killer che hanno travalicato generi e confini in questi due decenni. Molti personaggi richiamano tipologie e caratteri evidenziati dai vari Deaver, Grangé, Nesbo, John Connolly – almeno i primi titoli – oltre il già citato Carrisi: il commissario frustrato, in questo caso Enrico Mancini, vedovo inconsolabile, profiler specializzato a Quantico; il suo maestro, il re delle psicologie criminali Carlo Biga; la pm sexy ma scostante Giulia Foderà; la fotografa della polizia con turbe infantili Caterina De Marchi; l’aitante ispettore Walter Comello, nonché l’anatomopatologo della circostanza Antonio Rocchi. Personaggi ormai appartenenti a una diffusa serialità che gioca col delitto trovando spunti nella creatività del Male.
Accantonati i luoghi comuni e i déjà-vu, il romanzo di Zilahy convince e scorre come un fiume in piena, perché il ritmo è di quelli hard, la storia ha una precisa, umana valenza emotiva, e l’affresco di una Roma settembrina offuscata da una pioggia incessante che cancella prove e ricordi, è di quelli che fanno svettare un bel noir oltre la soglia delle convenzioni.
Mancini è un personaggio sfuggente e depresso, alle prese con la misteriosa scomparsa di un noto oncologo, il professor Carnevali, che ebbe in cura anche la sua amata moglie Marisa, sconfitta da un brutto male. Ma la frenetica attività di un serial killer che si autodefinisce «L’Ombra» e dilania le sue vittime ai bordi di una Roma assai poco luminosa, lo costringe a dirottarsi su una vicenda che lascia spazio alle più oscure ipotesi. Cadaveri martoriati e «arricchiti» ciascuno di qualche omaggio che vorrebbe forse essere un indizio per gli inquirenti. Le stesse location dei delitti – il vecchio Gazometro, l’ex mattatoio del Testaccio, il Porto fluviale – sembrano spaziare ai confini di una metropoli smarrita in cui anche un trucido omicidio diventa invisibile.
Il commissario, vittima delle sue angosce private, sta per mollare il caso dell’Ombra quando un dettaglio aggancia gli efferati delitti alla scomparsa di Carnevali. Il lavoro dell’équipe ricalca i dettami della caccia al colpevole ben delineata in molti thriller librari e cinematografici, e si arriva alla conclusione con il respiro trattenuto.
Il gioco di Mirko Zilahy è tanto scoperto quanto onesto, la voglia di raccontare a spron battuto e di coinvolgere riesce a mettere in moto una macchina narrativa di buon livello, in cui il lettore affianca i personaggi come vecchi amici già ben conosciuti. Il romanzo è sconsigliabile – forse – a chi non è dotato di uno stomaco forte ma resta un ottimo esempio di narrazione aperta, cosparsa di dubbi e di paure, nel luogo oscuro delle più estreme fobie umane, tra afflizione, vendetta e rinascita.
Sinossi
La pioggia di fine estate è implacabile e lava via ogni traccia: ecco perché stavolta la scena del crimine è un enigma indecifrabile. Una sola cosa è chiara: chiunque abbia ucciso la donna, ancora non identificata, l’ha fatto con la cura meticolosa di un chirurgo, usando i propri affilati strumenti per mettere in scena una morte.
Perché la morte è uno spettacolo.
Lo sa bene, Enrico Mancini. Lui non è un commissario come gli altri. Lui sa nascondere perfettamente i suoi dolori, le sue fragilità. Si è specializzato a Quantico, lui, in crimini seriali. È un duro. Se non fosse per quella inconfessabile debolezza nel posare gli occhi sui poveri corpi vittime della cieca violenza altrui. È uno spettacolo a cui non riesce a riabituarsi. E quell’odore. L’odore dell’inferno, pensa ogni volta.
Così, Mancini rifiuta il caso.
Rifiuta l’idea stessa che a colpire sia un killer seriale. Anche se il suo istinto, dopo un solo omicidio, ne è certo. E l’istinto di Mancini non sbaglia: è con il secondo omicidio che la città piomba nell’incubo.
Messo alle strette, il commissario è costretto ad accettare l’indagine… E accettare anche l’idea che forse non riuscirà a fermare l’omicida prima che il suo disegno si compia. Prima che il killer mostri a tutti – soprattutto a lui – che è così che si uccide.
Questo romanzo non è solo il thriller italiano che ha conquistato gli editori internazionali prima dell’uscita. Non è soltanto un esordio travolgente, scritto con maestria inedita. Questo romanzo è una sfida irresistibile, che avvolge il lettore nell’incantesimo della più pura tensione narrativa.
Storia di un caso editoriale di successo
Fine 2014: In una Roma sferzata dalla pioggia, Mirko Zilahy e il protagonista del suo romanzo, Enrico Mancini, iniziano a conoscersi. Nascono così un incipit e una prima scena folgoranti che convincono un’importante agente letteraria: quella storia va raccontata fino in fondo.
Gennaio 2015: Mirko Zilahy decide di ascoltare la voce di Enrico Mancini… E la Longanesi decide a sua volta con entusiasmo di pubblicare il suo romanzo.
Aprile 2015: È così che si uccide è protagonista della Fiera del libro di Londra. I diritti vengono subito venduti in Spagna: è soltanto l’inizio. In Germania è oggetto di un’agguerritissima asta e nelle ore seguenti si aggiungono Francia, Grecia e Turchia. Il numero di editori continua ad aumentare nel corso dell’anno.
Novembre 2015: Il testo viene dato alle stampe. L’entusiasmo dei librai è già palpabile, pari a quello di tutta la casa editrice Longanesi.
L’attesa sta per terminare.
Gennaio 2016: Finalmente È così che si uccide arriva in tutte le librerie.
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