Viva l'Italia
✍ Scribed by Bonazzi, Francesco
- Publisher
- Chiarelettere
- Year
- 2019
- Tongue
- Italian
- Weight
- 133 KB
- Category
- Fiction
- ISBN
- 883296192X
No coin nor oath required. For personal study only.
✦ Synopsis
«Qualcuno, ne sono certo, mi accuserà di essere
uno ‘sfascista’ antieuropeo mentre invece mi
considero solamente uno che vuole rendere
questa Europa veramente sostenibile e più equa.»
Antonio Maria Rinaldi
«La questione del debito pubblico è una
questione di distribuzione della ricchezza,
in particolare tra attori pubblici e attori privati,
e non una questione di livello
assoluto della ricchezza stessa. Il mondo ricco
è ricco: sono i suoi Stati a essere poveri.»
Thomas Piketty
«La vera sfida che abbiamo di fronte è semplice:
sconfiggere questa economia della paura, fermare
la cinesizzazione dell’Italia e imparare
a pensarci come potenza economica,
che può decidere il proprio destino e migliorare
l’esistenza dei propri cittadini.»
Francesco Bonazzi
La paura è uno stato d’animo personale, certo, ma per crearla e alimentarla su larga scala servono gli allarmi. Dietro ogni allarme c’è puntualmente qualcuno che ci guadagna. Ma l’Italia è davvero un paese sull’orlo del fallimento? Numeri alla mano, la situazione è ben diversa da quella che si dipinge.
Come dimostra Francesco Bonazzi, in realtà il nostro è un paese molto ricco dove otto famiglie su dieci vivono in abitazioni di proprietà, con un patrimonio immobiliare che vale 3,8 volte il Pil, ovvero 6227 miliardi di euro, e con storie di eccellenza, specie nel settore della chimica industriale e della biochimica, che però fanno meno notizia dei successi degli chef stellati. Come ricorda il Censis, “il mondo è pieno di macchinari italiani, ma per saperlo bisogna andare a guardare l’etichetta”. Il vero problema è la disuguaglianza, a cominciare da quella Nord-Sud, ma per ridurla non si fa nulla, con la scusa che l’Europa non ci concede i necessari margini di bilancio. Con oltre 5 milioni di poveri e un 10 per cento sempre più ricco, l’Italia non può continuare a essere uno dei paesi con la maggior ingiustizia sociale del continente.
La vera sfida che abbiamo di fronte è innanzitutto sconfiggere questa economia della paura e della colpevolizzazione alla tedesca, fermare la cinesizzazione del lavoro e imparare a pensarci come potenza economica, che può decidere il proprio destino e migliorare le condizioni di vita dei cittadini. Evitando che il sovranismo prenda il posto della sovranità nazionale.
Dalla seconda/terza di copertina
Francesco Bonazzi (1968), corrispondente dall’Italia per l’agenzia inglese Alliance News, giornalista di economia, finanza, politica e giudiziaria, ha lavorato per l’Ansa a Washington e a Milano, ha condotto decine di inchieste per «L’Espresso», «Il Fatto Quotidiano», «Il Secolo XIX», Dagospia, «Panorama» e «La Verità». Nel 2004 ha pubblicato «Telekom Serbia. L’affare di cui nessuno sapeva» (Sperling & Kupfer) e nel 2009 ha scavato nelle malefatte dei principali banchieri italiani («Prendo i soldi e scappo», scritto con Bankomat, banchiere italiano, Il Saggiatore).
📜 SIMILAR VOLUMES
Chissà cosa direbbe dell'Italia di oggi Garibaldi, che conquistò un regno ma con sé a Caprera non portò i quadri di Caravaggio e l'oro dei Borboni, bensì un sacco di fave e uno scatolone di merluzzo secco. Cosa direbbero i volontari della Grande Guerra, che scrivevano alle madri: «Forse tu non potra
Chissà cosa direbbe dell'Italia di oggi Garibaldi, che conquistò un regno ma con sé a Caprera non portò i quadri di Caravaggio e l'oro dei Borboni, bensì un sacco di fave e uno scatolone di merluzzo secco. Cosa direbbero i volontari della Grande Guerra, che scrivevano alle madri: «Forse tu non potra
EDGT1045818