Il segreto di Stato è spesso servito da paravento agli scandali e agli irriferibili intrighi dei governi e dei servizi segreti. Perciò la storia del segreto di Stato è anche una storia di arroganza che ha impedito la realizzazione dei principi della democrazia parlamentare e dello Stato di diritto.
Uso, riuso e abuso dei testi classici
✍ Scribed by Massimo Gioseffi (ed.)
- Publisher
- Edizioni Universitarie di Lettere Economia Diritto
- Year
- 2012
- Tongue
- Italian
- Leaves
- 419
- Series
- Colloquium
- Edition
- 1
- Category
- Library
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✦ Synopsis
Nella storia della cultura occidentale due fattori sembrano avere assunto un peso decisivo. Il primo è l’adozione della lettura diretta degli auctores all’interno della scuola; il secondo è la mancata sostituzione del canone degli autori fra il tardoantico e l’età contemporanea. Non che gli elenchi di libri da conoscere non siano mutati, con aggiunte, modifiche, perdite di testi non più avvertiti come necessari o attuali. Ma, in sostanza, le basi della cultura e della scuola sono rimaste le stesse e gli antichi hanno continuato ad essere letti, generazione dopo generazione, riadattati ai bisogni e a un sapere nuovi. Questo volume raccoglie quattordici contributi sul tema dell’uso, del riuso e, qualche volta, dell’abuso dei classici. I testi vi vengono indagati nelle loro diverse funzioni di norma da rispettare o da rigettare, di modello da imitare o dal quale scostarsi, di esempio sul quale atteggiarsi o da usare in chiave ermeneutica per capire la vita che ci circonda. Sono presi in considerazione tre momenti fondamentali nello sviluppo della scuola e del sapere di scuola: il tardoantico, con qualche escursione verso l’ultimo Medioevo; il Cinquecento; e il Novecento, nel quale più forti si sono fatte le contestazioni alla cultura classica, ma non meno forti sono pur sempre risultate le sue manifestazioni.
© Δημοδάμας ὁ Ἁλικαρνασσεύς (ἢ Μιλήσιος) 2018
✦ Table of Contents
Prefazione di Massimo Gioseffi
Parte Prima
Dal tardoantico all’età moderna
Luigi Pirovano
La Dictio 28 di Ennodio. Un’etopea parafrastica
Isabella Canetta
Diversos secutus poetas.
Riuso e modeli nel commento di Servio all’Eneide
Martina Venuti
La materia mitica nelle Mythologiae di Fulgenzio.
La Fabula Bellerofontis (Fulg. myth. 59.2)
Alessia Fassina
Il ritorno alla fama prior: Didone nel centone Alcesta
(Anth. Lat. 15 R.2)
Sandra Carapezza
Funzioni digressive nella didattica medievale.
Psychomachia,Anticlaudianus e L’Intelligenza
Cristina Zampese
«Nebbia» nei Rerum Vulgarium Fragmenta.
Appunti per un’indagine semantica
Parte Seconda
Il Cinquecento
Davide Colombo
«Aristarchi nuovi ripresi».
Giraldi, Minturno e il riuso dell’antico nella trattatistica del Cinquecento
Guglielmo Barucci
Plinio, e Seneca, in due lettere rinascimentali fittizie dalla villeggiatura
Marianna Villa
Plutarco e Castiglione: il personaggio di Alessandro Magno
Michele Comelli
Sortite notturne cinquecentesche.
I casi di Trissino e Alamanni
Parte Terza
Il Novecento
Marco Fernandelli
«Inviolable voice»: studio su quattro poeti dotti
(Virgilio, Milton, Keats, Th.S. Eliot)
Massimo Gioseffi
Dalla parte del latino.
Citazioni classiche in tre autori del Novecento
Luigi Ernesto Arrigoni
Il carme 31 da Catullo a Quasimodo sotto il segno di Vento a Tìndari
Giuliano Cenati
Carlo Emilio Gadda e i «cattivi maestri» latini
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