La primera navalla, la primera baralla i la primera estada a la presó. Aquests són alguns dels ritus de pas descrits en aquest estremidor relat autobiogràfic d'un dels últims supervivents dels urques. Integrants d'una antiga comunitat confinada a Sibèria, els urques van ser aïllats per Stalin i depo
Una infanzia siberiana
✍ Scribed by Janovic, Clara Strada
- Publisher
- Marsilio
- Year
- 2017
- Tongue
- Italian
- Weight
- 120 KB
- Series
- Gli specchi
- Category
- Fiction
- ISBN-13
- 9788831726702
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✦ Synopsis
La Russia che vive in questo libro singolare e inatteso è quella dell'estremo oriente siberiano, una Russia sconosciuta, mai entrata nella letteratura. Se questo è lo spazio sconfinato del libro, il tempo della sua narrazione non è meno ricco di interesse: gli anni cupi e clamorosi del trionfo del potere staliniano. In questo spazio-tempo, tra popolazioni autoctone di varie etnie (tungusi, ghiliaki, nanai), contadini deportati dopo la collettivizzazione delle campagne (i kulaki) e un variopinto campionario di nazionalità (coreani, cinesi, tatari, polacchi), nella comunità russa cresce una bambina dotata di una sensibilità che le permette di cogliere non solo i dettagli, ma l'anima stessa della realtà che la circonda, e di una capacità di trarre dall'aspra esperienza quotidiana l'energia di sviluppo della sua personalità. La sua infanzia e adolescenza si svolgono tra natura e storia: la natura è quella selvatica della taiga siberiana, nel cui mondo severo eppure fascinoso essa è immersa come una sua parte, e la storia è quella che si va facendo lontano, a Mosca, e i suoi echi arrivano drammaticamente fino a quello sperduto villaggio in terra asiatica. Oltre alla visione analitica, quasi da naturalista, del regno vegetale e animale, e alla sottigliezza con cui sono percepiti i segni del regime politico del paese, affascina nel libro la sequela di destini umani che di volta in volta entrano nella narrazione. La miniera d'oro, in cui suo padre lavora e vive con la famiglia, diventa un punto eccentrico rivelatore di una immensa realtà. In una appendice di “Una infanzia siberiana” lo scenario muta radicalmente, diventa italiano e l'autrice racconta gli straordinari incontri con personaggi come Palmiro Togliatti e Karol Wojtyla e letterati come Sergio Solmi e Franco Fortini, oltre che con uno scrittore sovietico "stalinista", autore di un romanzo che fece scandalo e del quale anch'essa è protagonista.
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