L'amore che ti meriti: romanzo
✍ Scribed by Bignardi, Daria
- Book ID
- 100745996
- Publisher
- Mondadori
- Year
- 2014
- Tongue
- Italian
- Weight
- 189 KB
- Series
- Scrittori italiani e stranieri / Mondadori
- Category
- Fiction
- City
- Milano
- ISBN-13
- 9783355387231
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✦ Synopsis
Al suo quarto libro, Daria Bignardi ci consegna una storia segreta. Come può l'amore essere insieme la forza più creatrice e più distruttrice? Cosa siamo disposti a perdere per l'amore, cosa siamo disposti a mettere in gioco? È possibile che la completa felicità si riveli solo nella assoluta infelicità? A Ferrara, Alma e Maio, due fratelli adolescenti, vivono in una sorta di reciproca, incantata dipendenza. La loro famiglia è molto unita. La scuola è finita, l'estate inizia. Alma e Maio non lo sanno, di essere felici. Per Alma è un gioco quando propone al fratello di provare l'eroina. Una sola volta, l'ultima sera di libertà prima di raggiungere i genitori per le vacanze. Ma mentre lei passa indenne attraverso il veleno, Maio resta segnato. E un giorno scompare. Bologna, trent'anni dopo. Antonia, che tutti chiamano Toni, è l'unica figlia di Alma. Vive con Leo, commissario di polizia conosciuto durante uno dei sopralluoghi per i gialli che scrive. Ignora tutto di Maio, la madre non le ha mai raccontato nulla: forse per proteggerla, o forse troppo grande è il senso di colpa. Ma quando viene a sapere che Antonia aspetta il suo primo figlio, Alma non riesce più a mantenere il silenzio di cui si è fatta scudo. Toni si misura con una vertigine improvvisa: che cosa può fare di fronte a un segreto che ha cancellato ogni traccia del passato di sua madre, e quindi anche del proprio? Toni torna a Ferrara per cercare Maio. In quella città troppo silenziosa, ovattata, impermeabile, attraverso un vortice di incontri che fanno trapelare di volta in volta uno spiraglio di verità subito richiuso, un'occasione di vita, inizia una ricerca che pensa di condurre in nome della madre, ma che sempre più prenderà possesso della sua anima, fino a diventare rivelazione e ricognizione di sé. Nell'inchiesta su Maio si riflette il gioco delle generazioni, la cifra nascosta di quegli anni bui a cavallo tra Settanta e Ottanta, fino al destino stesso di Antonia. Mentre il figlio le cresce dentro, Toni dovrà assumere su di sé, in una discesa di madre in figlia, le mille domande emerse cercando Maio e la storia di una famiglia: come si fa a meritarsi l'amore?
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Recensione
Il fratello smarrito fra i ciottoli di Ferrara
Elena Masuelli, Tuttolibri - La Stampa
Ingranaggi delicati, le famiglie. In quotidiano equilibrio fra slanci dell’affetto e ostacoli dei caratteri, alleanze e ruoli, quotidianità minute e tragedie che serrano le fila, oppure piegano per sempre. Con il passato che pesa e il futuro di ciascuno che diventa il futuro di tutti. Si muovono fra sentimenti e segreti, drammi e (in)capacità di reagire i protagonisti di L’amore che ti meriti, nuovo romanzo di Daria Bignardi. I primi sono Alma e Maio, fratelli complici, adolescenti felici senza rendersene conto, così impegnati nelle loro scorribande di inizio estate, giorni di desideri di libertà e corse in bicicletta, film e profumo di tigli. Simbiotici anche nel richiamo della madre, all’ora di cena, «Aal-maa-Maaioo...», fino alla sera che cambia tutto, quando è lei a proporre di provare l’eroina. Doveva essere una volta sola e invece Maio «si perde», poi scompare. Di lui il racconto consegna una foto, scattata la vigilia di Natale, in cui pare un folletto, con il viso sgangherato presagio del dramma. Riporta alla mente versi di Montale: «Tuo fratello morì giovane (...) Fuori di te nessuno lo ricordava. Non ho fatto ricerche: ora è inutile».
«Quando si può tacere la verità?» Alma non parla per oltre trent’anni di quanto accaduto, non sa fare pace con i sensi di colpa per la sua famiglia distrutta, non vuole «contaminare con il dolore» la figlia Antonia. La maternità, che sola affranca dal rimanere figli per sempre, è stata la sua via di fuga dalla rabbia e dal dolore, ma non le ha concesso di smettere di combattere con la paura che, dietro la corazza, la fa fragile senza vincerla: per consolazione i versi dell’Eneide. Quando è Antonia ad aspettare un bambino decide di «confessare». La giovane, scrittrice di gialli, concreta e curiosa, amata da un solido commissario di polizia, sente che quelle ricerche le deve fare, per capire sua madre, per non correre il rischio di essere irrisolta. La sua «strategia, nella vita, è dire sempre la verità». Con il suo pancione lascia Bologna e approda a Ferrara, dove tutto accadde. In una storia in cui i padri, fragili o intellettuali, sono da proteggere, le voci delle due donne, avanti e indietro per gli anni, svelano, non a tutti e non del tutto, cos’è successo a Maio.
La Bignardi è una guida appassionata, non senza rinnovato stupore, della sua città, amata e, come Alma, lasciata presto, riscoperta forse insieme al lettore. Affascinante e misteriosa, sospesa in un tempo indefinito, silenzioso e lento. Antonia se ne innamora da subito: del grifone di marmo rosa da accarezzare con malinconica nostalgia, del pasticcio di maccheroni, di quelle vie lastricate di ciottoli che percorre ogni giorno più sicura, dell’eco di versi e storie di Giorgio Bassani («Qui tutti mi parlano di Bassani, dovrò leggerlo per forza»). Si affeziona a personaggi solo in apparenza secondari: il poliziotto che la protegge dalla violenza delle sue scoperte e la turba, bello che pare un attore; l’anziana vicina di casa che, prima ostile e poi ogni volta più gentile, le fa «conoscere» i suoi nonni; una giovane cameriera con vestiti colorati ed elaborate pettinature, che le fa venire la voglia di rinnovarsi. E Michela che trent’anni prima, con Alma e Maio, c’era. Determinanti per lei e per la sua indagine, per far riemergere un vissuto ancora più antico e intricato di quello che era andata a cercare.
Stanze piene di libri accatastati, un antico cimitero, l’argine del Po, storiche Mura, persino un bar malfamato di periferia, luoghi che restituiscono il passato, con il suo peso di dipendenze e tradimenti, la difficoltà del perdono. Il presente può ancora essere di tenerezza, di amore che rende complici, di custodia della memoria per la vita che va avanti e, se la lasci fare, alla fine cura. Da Daria Bignardi un’altra storia «famigliare», che avvince e commuove. E il suo libro più bello.
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