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Cover of La psicologia del giocatore di scacchi

La psicologia del giocatore di scacchi

✍ Scribed by Fine, Reuben


Tongue
Italian
Weight
87 KB
Category
Fiction

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✦ Synopsis


«Mi piace vederli dibattersi»: così confessò, a proposito dei suoi avversari, Bobby Fischer, prima di strappare a Spasskij, nel 1972, il titolo di campione mondiale di scacchi. Al di là delle spiegazioni più immediate (denaro e fama), questo libro ricerca le motivazioni segrete che hanno indotto uomini dai talenti più diversi a dedicare al gioco uno smisurato spazio mentale e pratico. L'autore non offre soltanto una psicoanalisi degli scacchi, ma ripercorre la vita dei campioni del mondo e i loro conflitti: da Morphy, che si ritirò dal gioco all'età di ventidue anni per soccombere poi gradualmente a una nevrosi, a Steinitz, che in stati allucinatori giocava con Dio, concedendogli il vantaggio di un pedone e della prima mossa, da Alekhin, "il sadico del mondo scacchistico", a Fischer, un genio dalle reazioni spesso incomprensibili. Il gioco degli scacchi, che incanala, e nello stesso tempo esaspera, un'aggressività implacabile, appare infatti destinato a sviluppare fantasie di onnipotenza.
Non mancano però, nel libro di Fine, anche gli "anti-eroi", che cercano di resistervi: né stupisce la difficoltà della loro lotta, ove si pensi che la teoria del gioco coinvolge anche l'ideologia, tanto che si è parlato di stile capitalistico e di Scuola Sovietica, di stile individualistico e di paura del deviazionismo. L'americano Reuben Fine, che è stato tra i massimi scacchisti intorno agli anni Trenta e ha scritto libri fondamentali sulla teoria del gioco, esercita da decenni l'attività di psicoanalista e in tale veste incontrò Fischer adolescente, come racconta in queste pagine.


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