Nei giorni dell’occupazione nazista una famiglia di ebrei romani in fuga trova rifugio in una canonica di campagna. Giacomo, il padre, è però costretto per lavoro a fare delle rapide sortite nella capitale, finché una sera non torna a casa. Elsa, con le due ragazze adolescenti, Milena e Dora, una vo
La notte dell'oblio
✍ Scribed by Levi, Lia
- Publisher
- Edizioni e/o
- Year
- 2013
- Tongue
- Italian
- Weight
- 122 KB
- Series
- Tascabili / Edizioni e/o 254
- Category
- Fiction
- City
- Roma
- ISBN
- 8866324019
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✦ Synopsis
Nei giorni dell’occupazione nazista una famiglia di ebrei romani in fuga trova rifugio in una canonica di campagna. Giacomo, il padre, è però costretto per lavoro a fare delle rapide sortite nella capitale, finché una sera non torna a casa. Elsa, con le due ragazze adolescenti, Milena e Dora, una volta tornata alla libertà dovrà farcela con le sue forze. Come è avvenuto l’arresto di suo marito? Chi ha parlato? Elsa non vuole che le figlie sappiano e che restino incatenate al passato e alla tragedia. Vuole che guardino avanti, al futuro. E così mentre Milena si aggrapperà alla sua bellezza come a un salvagente per lasciarsi portare dalla corrente senza mai scegliere, e Dora annasperà alla ricerca del proprio io, la verità che riuscirà a scoprire resterà sigillata dentro di lei. Ma il silenzio, non è solo la scelta di Elsa. Il silenzio è di tutti. Nessuno sa, nessuno (compresi gli ebrei) vuole sapere. Sulla Shoah si tace, come se fosse poco educato occuparsene. Ma la Storia non concede sconti: la fragile Dora per un atroce scherzo del destino si troverà legata affettivamente con il figlio del delatore di suo padre. E sarà proprio Dora infine, la più inerme, la più colpita, a demolire col suo grido la spaventosa cortina dell’oblio. Sullo sfondo della vita, della politica, dei tabù e del costume della società a cavallo degli anni Cinquanta, due giovani innocenti dovranno confrontarsi con le colpe della Storia.
**
Recensione
Aspettando il padre che non tornerà più
Elena Loewenthal, Tuttolibri - La Stampa
Una famiglia come tante, in quegli anni. Un destino meno buio di tanti altri, anche se mette i brividi. Eppure per Elsa, Giacomo e le loro due figlie bambine, Dora e Milena, non c’è altro modo che restare vivi: abbandonare Roma occupata dai nazisti e rifugiarsi in campagna, ma soprattutto dentro una falsa identità, in una casa che non è la loro. Don Gioacchino era una vecchia e gentile conoscenza, ospiterà la famiglia e manterrà il segreto della loro identità di ebrei.
Alla fine della guerra, però, il padre di famiglia manca all’appello: non è tornato da uno dei suoi indispensabili viaggi in città, a tenere d’occhio il negozio e racimolare di che vivere. Nel suo ultimo romanzo, La notte dell’oblio, Lia Levi racconta l’angoscia di quei tempi e descrive con intensità l’attesa di quell’uomo, padre e marito, che non tornerà mai più. Ma il romanzo si consuma per lo più nel tempo che viene dopo per le tre donne, nella vita delle due ragazze che prende strade diverse, a volte tortuose e incomprensibili.
Il racconto, la successione di eventi e sentimenti dimostra come quel periodo e quel vissuto dettino costantemente legge nelle vite di tutte e tre, in particolare modo delle due figlie, i cui destini andranno incontro al passato là dove meno se lo aspettano. E’ il peso della storia, ma soprattutto il peso dell’oblio, di quello che non è stato detto per non soffrire più. Ed era già tanto, il dolore.
Lia Levi ha scritto qui un romanzo molto al femminile, ed è un approccio interessante a quella storia, se non nuovo certo carico di molte cose ancora da raccontare. La figura paterna appare sullo sfondo, prima di scomparire. Don Gioacchino è una comparsa, necessaria e amabile ma passeggera. Ci sono, certo, i compagni di Milena e Dora. Ma tutto è visto e raccontato attraverso le voci e i silenzi delle tre donne, i loro sguardi che si incrociano, le speranze che covano nel profondo, le prospettive di vita e le delusioni che non mancano. Fino allo svelamento finale, che non è certo il caso di svelare qui.
Ma che più di ogni altra cosa fa sentire smarrite le protagoniste, perse in una storia troppo grande per loro, così come accade a chiunque si trovi a fare da vittima, invece che spettatore della propria storia: «Noi siamo degli infinitesimi granelli che, chissà perché, la Storia ha voluto riacchiappare per la seconda volta», dice Dora sul limitare della conclusione.
Ed è proprio questa l’immagine che più si addice a questo racconto dolente ma a tratti incalzante, intimo eppure calcato nella realtà di un passato che ancora abita fra noi..
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