In una fredda e nebbiosa notte milanese il commissario Carlo De Vincenzi riceve in Questura la visita del suo antico compagno di collegio Giannetto Aurigi, appena uscito dalla Scala, stranamente inquieto. È il freddo ad agitarlo? O le emozioni suscitate dalla musica dell'Aida? De Vincenzi ha poco te
Il banchiere assassinato
✍ Scribed by Augusto De Angelis
- Publisher
- Sellerio Editore Palermo
- Year
- 2012
- Tongue
- Italian
- Weight
- 85 KB
- Category
- Fiction
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✦ Synopsis
De Angelis non è soltanto il vero creatore, negli anni Novecentotrenta, del giallo all’italiana, è ancor di più il primo in Italia a riflettere criticamente sul nuovo genere: «Io ho voluto e voglio fare un romanzo poliziesco italiano – scriveva in una prefazione che riprendeva la sua celebre Conferenza sul giallo –. Impresa ardua. Da noi manca tutto, nella vita reale, per congegnare un romanzo poliziesco del tipo americano o inglese. ... L’essenziale per me è creare un clima. Far vivere al lettore il dramma». Mancando, quindi, alla vita reale delle nostre città gli ingredienti per un giallo alla moda straniera, egli si ingegnò di nutrire il giallo degli ingredienti della vita reale italiana. E riuscì a creare il giallo di «clima» italiano. La città: Milano, percorsa nelle sue strade e nei suoi luoghi autentici. Gli interni: appartamenti, circoli, alberghi, portinerie, botteghe artigiane, mercati, fiere, ditte industriali, uffici, banche. Personaggi: rentier, capitani d’industria e banchieri di un capitalismo, come quello nazionale, non del tutto moderno, signore aristocratiche nullafacenti, viaggiatori; e giù di lì massaie, commesse, il proletariato urbano fatto di garzoni camerieri e portinai, il caratteristico ceto medio impiegatizio; ma soprattutto poliziotti all’italiana, a tratti prepotenti, a tratti burocratici, a tratti paternalisti. Su tutti il perfetto protagonista di De Angelis, il commissario De Vincenzi, anche lui un classico italiano. Un tipo di alto funzionario che si incontra ogni tanto negli uffici dissestati: intelligente, sensibile e pensoso, dotato di una cultura raffinata e incongrua al ruolo statale, scettico soprattutto su se stesso, che continuamente si domanda «ma perché ho fatto il poliziotto?» ma poi capace delle migliori performance, grazie proprio al suo essere diverso dai colleghi. Il banchiere assassinato (anno 1935) è il primo romanzo della serie e di De Vincenzi si apprende subito il vero interesse, la poesia, e le letture un po’ eccentriche per un poliziotto del Ventennio. Tra di esse Freud. E ciò preannuncia il suo sommo strumento investigativo: l’intuizione psicologica e l’osservazione dell’involontario da cui emerge l’indizio segreto. È notte nel suo ufficio, quando irrompe l’amico Giannetto Aurigi, un ricco flaneur, ridotto indebitato. Arriva una telefonata: c’è un morto in via Monforte, è il banchiere Mario Garlini. Proprio nell’appartamento dell’Aurigi e il cadavere è quello del suo principale creditore.
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È notte. De Vincenzi è al lavoro nel suo ufficio. Riceve la visita inaspettata di Giannetto Aurigi, un suo amico. Costui, dopo avere assistito alla Scala ai primi due atti dell'Aida, aveva lasciato il teatro per vagabondare fra le vie nebbiose della città. Ma proprio nell'appartamento di Aurigi è st
In una fredda e nebbiosa notte milanese il commissario Carlo De Vincenzi riceve in Questura la visita del suo antico compagno di collegio Giannetto Aurigi, appena uscito dalla Scala, stranamente inquieto. È il freddo ad agitarlo? O le emozioni suscitate dalla musica dell'Aida? De Vincenzi ha poco te
In una fredda e nebbiosa notte milanese il commissario Carlo De Vincenzi riceve in Questura la visita del suo antico compagno di collegio Giannetto Aurigi, appena uscito dalla Scala, stranamente inquieto. È il freddo ad agitarlo? O le emozioni suscitate dalla musica dell'Aida? De Vincenzi ha poco te