Dos Passos John - 1925 -Manhattan transfer
✍ Scribed by Dos Passos John
- Book ID
- 100801008
- Year
- 1925
- Tongue
- Italian
- Weight
- 326 KB
- Category
- Fiction
No coin nor oath required. For personal study only.
✦ Synopsis
Quando questo romanzo apparve, nel 1925, nonostante la critica più avvertita cogliesse i legami con Joyce e l’avanguardia europea, fu letto perlopiù nell’ottica di una visione di sinistra radicale, dietro tutta una serie di narrativa e saggistica che affrontava i problemi dell’urbanizzazione feroce ed i disagi della folla anonima e alienata.
Era una lettura in qualche modo lecita, autorizzata, pronta a riverberare in un’Europa, e soprattutto in una Francia e in un’Italia, culturalmente ed ideologicamente schierate, ma che tuttavia ne occultava un’altra, più appropriata, vicina all’animo dello scrittore sostanzialmente lirico e visionario. Oggi è proprio questa visionarietà che emerge, dietro la cronaca drammatica, poliedrica e futuristica della metropoli e dei suoi protagonisti, che si agitano e si pèrdono nell’ansia di starne al passo: come la Parigi di Baudelaire, la Londra di Eliot, la Berlino di Döblin, la città di Dos Passos è un universo esiziale, realistico e fantastico, la cui trasfigurazione poetica commuta ogni biasimo in esaltata approvazione. Di fatto, nessuno mai prima ha cantato Manhattan e la sua umanità con lo slancio creativo e la ricchezza tecnico–stilistica di Dos Passos, in questo che è uno dei romanzi più importanti della narrativa americana del Novecento. E oggi che, dopo l’11 settembre, New York, con la sua mastodontica fragilità ma, insieme, con la sua potenza palingenetica sembra assurgere a simbolo di un Occidente sconvolto e aperto alle più dialettiche risoluzioni, rileggere Manhattan Transfer significa non solo recuperare un controverso scrittore, ma anche riscoprire la magia di una città–mondo che da oltre un secolo attrae e respinge, incanta e impaura.
Piero Gelli John Dos Passos, nato a Chicago nel 1896 e morto a Baltimora nel 1970, è stato con Ernest Hemingway e Francis Scott Fitzgerald uno degli scrittori più importanti di quella generazione che fu definita, a torto, perduta. Ebbero infatti tutti un’esistenza ricca di avvenimenti e di opere. Come il nostro, che fu amato in America come in Europa per Manhattan Transfer, la trilogia USA (42§ parallelo, 1919, Un mucchio di quattrini) e molti altri romanzi. Ammirato da Edmund Wilson, apprezzato da André Gide, esaltato da Jean–Paul Sartre e tradotto da Cesare Pavese, lo scrittore poi è stato a lungo ingiustamente dimenticato. La Baldini & Castoldi ripropone oggi il suo capolavoro nella classica traduzione di Alessandra Scalero.
📜 SIMILAR VOLUMES
Considered by many to be John Dos Passos's greatest work, Manhattan Transfer is an "expressionistic picture of New York" (New York Times) in the 1920s that reveals the lives of wealthy power brokers and struggling immigrants alike. From Fourteenth Street to the Bowery, Delmonico's to the underbelly
Manhattan Transfer ha pasado a la historia como el primer gran éxito de la influencia del montaje cinematográfico sobre la narrativa literaria y como el mejor y más vivido retrato de la convulsa ciudad de Nueva York en los años veinte. Una impresionante galería de personajes, con sus ilusiones y fru
Publié en 1925 aux États-Unis et moins de trois ans plus tard chez Gallimard, Manhattan Transfer possède la force immuable des textes charnières. Par la brutale irruption d’une écriture nerveuse et scintillante où "tout l’asphalte suinte de la lumière", Manhattan Transfer manifesta la rupture avec l