Un diario escrito a lo largo de toda una vida, más de treinta y cinco mil páginas, que por primera vez nos descubre sin tabues a la mujer moderna, a la Anaïs Nin que se asoma sin vértigo al siglo XX. Testimonio de una mujer apasionada, auténtica, explosiva, un impresionante friso en el que se exhibe
Diario 1938
✍ Scribed by Morante, Elsa
- Tongue
- Italian
- Weight
- 41 KB
- Category
- Fiction
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✦ Synopsis
In "Diario 1938" - dal 19 gennaio al 30 luglio - (titolo originale "Lettere ad Antonio") Elsa Morante affida una parola inedita, a una scrittura sospesa tra sonno e veglia, l'annotazione dei propri sogni, l'iconografia del rimosso, di una fantasmagoria interiore dove frammenti minimi della realtà riportano con intelligente causalità immagini profonde della memoria. La citazione del reale diviene così labile tessuto di un collage subliminale, di uno spazio ignoto nel quale si proiettano, giustapposte secondo una logica intuitiva, sequenze successive: sono visioni di cattedrali e teatrini vuoti, tratti e colori che definiscono volti noti, personaggi sconosciuti. Sulla scia di un rapporto tormentato ritorna la figura "cupa e chiusa in sé" di A. (Alberto Moravia) e con essa la pressante "domanda d'amore" dell'autrice, un bisogno istintivo dei sensi rivelato con consapevolezza pudica, l'esigenza di un riconoscimento alluso e interdetto dalla pagina stessa.
Tra le tante presenze, però, emerge soprattutto quella della madre, connotata dal pallore del viso, da un'essenzialità corporea segnata dall'età, che ripropone all'interno di un universo femminile il desiderio d'affetto, la tensione verso un senso confortante di calore e vita, capace di tacitare la disarmante paura dell'abbandono, l'incubo della solitudine: maternità, quindi, come nostalgia, ma anche vagheggiamento di dolcezza e struggimento, di finale compiutezza. A tutto ciò fa riscontro un presagio di morte, l'inoltrarsi verso il confine estremo della conoscenza, dell'Altro assoluto "preparato con cura artistica", tanto che la nascita e la morte, l'universo letterario e l'arte quale evento creativo, tentativo di ricordo, opera a un tempo nostra e altrui, si fondono nello spazio onirico, trovando il proprio significante nella figura di Kafka, "quell'uomo grande e vestito che esce dalla culla per andare alla morte", che diviene ancora simbolo dell'attesa sottesa e continuamente riprodotta della realtà più segreta dell'io.
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Nel ristretto spazio di tempo (dal 19 gennaio al 30 luglio 1938) in cui viene redatto, il diario registra gli alti e i bassi della tormentata relazione della ventiseienne Elsa con Alberto Moravia. Sotto forma di lettere a un illusorio Antonio, queste pagine giovanili presentano già quello sguardo me
Nel ristretto spazio di tempo (dal 19 gennaio al 30 luglio 1938) in cui viene redatto, il diario registra gli alti e i bassi della tormentata relazione della ventiseienne Elsa con Alberto Moravia. Sotto forma di lettere a un illusorio Antonio, queste pagine giovanili presentano già quello sguardo me
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