«“Ma perché racconto queste cose a una perfetta estranea?”. “Ma perché sono una perfetta estranea!”». Un concessionario di macchine di lusso freddato nel suo salone. Una escort «morta male», torturata fino alla fine, nel suo studio del centro cittadino più opulento. Un «morto» che viene a riprenders
Di rabbia e di vento
✍ Scribed by Alessandro Robecchi
- Publisher
- Sellerio Editore
- Year
- 2016
- Tongue
- Italian
- Weight
- 166 KB
- Series
- La memoria / [Sellerio] 1025
- Category
- Fiction
- City
- Palermo
- ISBN
- 8838935009
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✦ Synopsis
«“Ma perché racconto queste cose a una perfetta estranea?”. “Ma perché sono
una perfetta estranea!”». Un concessionario di macchine di lusso freddato nel suo
salone. Una escort «morta male», torturata fino alla fine, nel suo studio del centro
cittadino più opulento. Un «morto» che viene a riprendersi un tesoro. Una donna che
sembra vissuta più volte. Un passato cattivo che ritorna e lascia misteriosi indizi
sulla pista. E in esso la polizia cerca risposte a domande che appaiono impossibili.
Mentre un vento insopportabile stranamente inquieta l’inverno delle strade. Stavolta
Carlo Monterossi, il detective per caso della nuova Milano nera vividamente dipinta da
Alessandro Robecchi, è un detective per rabbia. Lo tormenta un senso di responsabilità,
benché involontaria, nel delitto; ma soprattutto, con Anna – così si chiamava la bella
di via Borgonuovo – aveva vissuto un momento di sincerità totale, di quelli che
chiariscono l’anima al pari di un’amicizia duratura. Il suo debito di verità e
giustizia, per una volta, si incontra con un paio di poliziotti che condividono la
stessa tenerezza verso una vittima che sporge sulla coscienza come fantasma gentile: «Se
troviamo chi ti ha fatto male te ne vai, vero, signorina?». E verrà alla luce qualcosa
che stride brutalmente con la vita da autore di reality televisivi che dà a Carlo fama e
soldi. Alessandro Robecchi non fa uso di descrizioni, di enumerazioni di luoghi e
oggetti per fotografare gli ambienti dei suoi personaggi; racconta con le loro parole,
svariando tra diversi registri linguistici, e il lettore si ritrova sul pianerottolo
della palazzina vecchiotta e lussuosa, tra il generale in pensione e la vedova del
dirigente Pirelli, nell’androne del commissariato, al bancone del bar della periferia
malfamata. E l’instancabile satira, l’umorismo velenoso, che attraversa tutto, bastano a
capire da che parte sta il suo eroe. Per lui, la semplicità della moglie del poliziotto,
la dignità di una prostituta, la serietà di un immigrato sanno di vita autentica assai
più della fretta indaffarata del manager rampante e dell’euforia della telediva che
spaccia sentimenti. Per la capacità di far vedere e sentire soltanto narrando, la Milano
di Robecchi si avvicina moltissimo alla Torino di Fruttero e Lucentini.
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